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Convegno "Etica della responsabilità, cultura economica e scenari geopolitici" - 25 settembre 2026

ACBGroup

28 September 2026

Interpretare il presente per affrontare le sfide di domani

In uno scenario internazionale sempre più complesso, interconnesso e instabile, occorre interrogarsi su come rimanere al passo. Non tanto cercare risposte semplici, quanto piuttosto imparare a porsi le domande giuste.
Proprio da questa consapevolezza è nata la riflessione che ha animato il convegno “Etica della responsabilità, cultura economica e scenari geopolitici” tenutosi lo scorso 25 settembre presso il Teatro Sociale in Bergamo Alta ed organizzato in seno alla XXII Convention annuale di ACB.

Per l’occasione, commercialisti ed esperti contabili, avvocati e consulenti del lavoro, ma anche imprenditori e dirigenti d’azienda si sono radunati a Bergamo con l’obiettivo di interpretare i cambiamenti che stanno attraversando economia e società mettendo in gioco competenze, esperienze e punti di vista differenti. Al convegno hanno preso parte personalità di rilievo di numerosi ambiti, che hanno messo in comunicazione mondi molto distanti fra loro, dalla scienza alla letteratura, passando per geopolitica e impegno sociale, linguaggio ed economia, mercato energetico e sviluppo tecnologico.

I lavori sono stati aperti da Francesca Ghezzi e Silvia Lucchini, professioniste rispettivamente di Studio BNC e ST24, gli studi ACB Member organizzatori dell’evento. Di seguito hanno portato i loro saluti Caterina Corrado Oliva, Presidente di ACBGroup, Elena Carnevali, sindaca del Comune di Bergamo, Piera Molinelli, prorettrice vicaria dell’Università degli studi di Bergamo e Matteo Zanetti, presidente di Confindustria Bergamo.
La mattinata è stata poi suddivisa in due distinte sessioni. La prima è stata dedicata all’analisi dei principali fattori che imprese, professionisti e istituzioni devono tenere in considerazione per essere in grado di sviluppare strategie efficaci e sostenibili, mentre nella seconda si è discusso del ruolo del dottore commercialista ed esperto contabile nel contesto attuale, cercando di tradurre i temi emersi durante la mattinata in indicazioni pratiche. Il dibattito è stato moderato da Giuseppe De Luca, docente Università degli studi di Milano e Responsabile scientifico Fondazione Legler, mentre le conclusioni sono state affidate a Paolo Magri, presidente Comitato scientifico ISPI, a Italo Lucchini, fondatore Studio Lucchini e ACBGroup e Giorgio Berta, socio fondatore di Studio BNC.

Un tema chiave, nel corso della mattinata, è stato il ruolo dell’Europa nel complicato quadro geopolitico globale. Giorgio Gori, parlamentare europeo e presidente Commissione Industria, ha spiegato che "siamo chiamati a scegliere tra due prospettive: un’Europa soggetto politico, dotato di forza propria all’interno e all’esterno dei suoi confini, o un’Europa semplice prodotto di accordi tra singoli Stati, senza alcuna capacità di influenza sulla scena internazionale. Questa scelta non riguarda solo la Difesa, ma tutte le grandi sfide che l’Europa si trova ad affrontare, e investe innanzitutto i Paesi raccolti nell’Unione Europea, chiamati a condividere un salto di qualità in termini di integrazione. Sapendo - come Mario Draghi ha ripetuto in molte occasioni - che l’alternativa non è tra realizzare riforme o mantenere lo status quo, ma tra le riforme e un inesorabile declino".
Sul rapporto tra democrazia, responsabilità e comunità è intervenuto anche Ferruccio De Bortoli, giornalista e saggista, che ha richiamato il valore della cittadinanza attiva in una fase storica segnata da forti tensioni: “Mai come in questo momento storico, così complesso e drammatico, abbiamo bisogno di una cittadinanza attiva. La nostra libertà è valorizzata dalla comunità: non bastiamo a noi stessi. L’individualismo esasperato dalla rete è una prigionia, un confine e non un orizzonte. È tempo di rinverdire una stagione di doveri, nella quale la solidarietà vinca l’egoismo e la bramosia di potere e ricchezza”.

Ampio spazio è stato poi dedicato ai rapidissimi passi avanti che si stanno compiendo nel campo dell’intelligenza artificiale. “Chi è responsabile quando un algoritmo orienta le nostre decisioni? Nell’epoca dell’IA, la questione decisiva torna a essere la coscienza morale, il luogo in cui libertà e discernimento, consapevolezza e responsabilità si incontrano in un dialogo profondo. I cinque principi della Dottrina sociale offrono una bussola per governarsi, vivere responsabilmente le proprie professioni e gestire l’innovazione senza delegare ciò che resta irriducibilmente mano. È il filo nascosto dell’umano che permette di scegliere, calcolare le conseguenze del bene e del male e difendere la dignità umana” ha affermato Francesco Occhetta, Segretario Generale della Fondazione vaticana Fratelli Tutti.

Sul tema delle nuove tecnologie è intervenuto anche Stefano Coniglio, docente dell’Università degli studi di Bergamo e delegato del Rettore per l’Intelligenza Artificiale, che ha sottolineato che “l’intelligenza artificiale generativa (quella dei chatbot) è con ogni probabilità l’innovazione tecnologica più rivoluzionaria del nostro tempo. In meno di quattro anni dal lancio di ChatGPT ha trasformato interi settori, dalla produzione di software fino, più recentemente, alla ricerca scientifica stessa. Porta però con sé almeno tre rischi cruciali. Può commettere errori, o allucinazioni, che in sistemi di questo tipo non possono essere eliminati del tutto. Ci pone davanti a un rischio di decapacitazione, che corriamo quando deleghiamo all’IA compiti che prima avremmo svolto autonomamente. E comporta un serio rischio di controllo: proprio perché è molto potente, ci invita a delegarle attività di alto livello per la cui verifica potremmo non avere conoscenze adeguate. Tutto questo ci pone davanti a una sfida profonda, che richiede di ripensare aspetti fondanti della nostra società, a partire dalla formazione delle nuove generazioni”.

Patrizia Bussoli, Bea Finance SCF Partner, ha poi concluso che “i cambiamenti globali, geopolitici e tecnologici, influenzano significativamente il funzionamento e l’integrazione del mercato dei capitali. Il mondo finanziario ha una responsabilità nel direzionare investimenti verso scelte strategiche di sviluppo sostenibile nel medio lungo termine. L’innovazione tecnologica modificherà il sistema dei pagamenti e introdurrà nuove forme di moneta, da cui dipende un concetto di autonomia economica. Il futuro di una Europa più coesa passa anche attraverso la creazione dell’Euro Digitale e una finanza a servizio della crescita”.

Nel corso della seconda sessione, Caterina Corrado Oliva, Presidente ACBGroup e Ordinario di Diritto Tributario Universitas Mercatorum, ha delineato il ruolo del dottore commercialista in questo nuovo scenario internazionale. “Il ruolo del rapporto tra fisco e contribuente - ha spiegato la presidente di ACBGroup - dovrebbe essere cambiato. Da diversi anni lo Stato parla di un’evoluzione da un rapporto verticale, e quindi di autorità, a un rapporto orizzontale, e quindi di collaborazione, di parità delle armi. Quest’anno c’è stata una sentenza della Corte Costituzionale che ha sottolineato proprio come da un pactum subiectionis siamo passati a un pactum unionis fondato sul principio della solidarietà. In effetti, il legislatore ha fatto una serie di riforme in materia fiscale che cercano di favorire il dialogo. È stato per esempio rafforzato l’istituto del Tcf (Tax control framework) per consentire che si possa, ancor prima di discutere, prevenire i rischi e vedersi abbuonate le sanzioni. Il Tcf è un’opportunità per le imprese, che hanno maggiore certezza, per il fisco, perché evita determinati controlli, e anche per i professionisti, che certificano i rischi fiscali, li prevedono e li prevengono. È un’opportunità anche lavorativa. Ma credo che il contraddittorio vada gestito con attenzione, per far sì che si conosca il processo proprio per evitarlo”.

A chiudere la mattinata, dopo la seconda sessione di lavori dedicata al ruolo del Dottore Commercialista come facilitatore dello sviluppo sostenibile delle imprese e intermediario tra impresa, istituzioni e territorio, gli interventi conclusivi di Paolo Magri, Italo Lucchini e Giorgio Berta hanno restituito il filo conduttore dell’intero convegno: di fronte a scenari geopolitici, economici e tecnologici in continua evoluzione, il compito dei professionisti non è prevedere il futuro, ma sviluppare gli strumenti culturali, etici e relazionali per interpretarlo e accompagnare imprese e istituzioni nel cambiamento. È questa la visione che ACBGroup ha rilanciato con la sua XXII Convention, riaffermando il valore della responsabilità come leva per costruire uno sviluppo sostenibile e condiviso.

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